Vecchie Glorie
DINARO SAPELLO

BENCE KATZENBACH
Ultimo acquisto da Hertha Belino prima del fallimento di quest’ultima, preso come traghettatore nel periodo di massima crisi della squadra. Ha protestato in ogni modo fino alla destituzione da allenatore, dopo anni di stipendi a 300 euro finalmente ha rescisso.

PETAR SABLJIC
Difensore di una scarsezza indecente, simbolo del già riconosciuto braccino corto del presidente. Preso per quattro noccioline con diritto di riscatto di un anacardo, ha fatto quello che ha potuto fare. Non un nome che resterà negli annali se non per ricordare l’ottavo posto in ottava per qualche anno di fila.

HERMANN MAXIMILIAN MANDELSLOH
Anche lui fa parte di quel periodo oscuro, preso come allenando e giovane promessa. I tifosi ne hanno cambiato il nome da giovane promessa a eterna promessa, come Corrado Colombo per la Sampdoria, fino all’età di 38 anni dove è stato silurato. Famoso soprattutto perchè nessuno dello staff, presidentissimo compreso, non è mai riuscito a pronunciarne il nome completo.

PEP PIè
La sua sfortuna? Di essere stato comprato come allenando nel momento in cui c’è stato un brusco cambio di allenamento.
Giocatore decisamente simpatia, si è adattato ad ogni ruolo compreso il magazziniere e il pappone, fino a quando il Presidentissimo ha deciso che 312 euro a settimana erano troppi per fargli tagliare l’erba.

VLADIMIR AKHMEDZYANOV
Anche lui preso come allenando e in seguito come mangiastipendi. Estromesso dalla squadra quando il Presidentissimo scopre che sta sobillando la guerra in Ucraina, investendo il suo stipendio in fionde per missili balistici.

SIGISMONDO BIANCATO
Il Presidentissimo scopre che è nero nel momento del licenziamento. Famoso per le sue incursioni in campo completamente casuali, scarso in tutto e preso senza senso, laddove tutti prendevano 9 lui un 3.5 lo garantiva. Licenziato senza giusta causa, sta già preparando un’azione legale.

BJORN TRAnBORN
Storico portiere, famoso per aver indossato la maglia n° 11 per almeno una decina di stagioni. Conclude la carriera giocando in ogni ruolo diverso dal portiere, utilizzando la sua magica abilità nel calcio piazzato, disintegrandosi contro i cartelloni pubblicitari e rompendosi entrambi i femori.

JORGE VERISSIMO MACHO
Giocatore che ha fatto la storia del Sapello, primo allenando ad arrivare al mitico di difesa. Venduto a 29 anni, ricomprato a 35 anni dove ha continuato a lavorare incessantemente per la crescita dei giovani fino a quando una punizione mal calciata da Celso Incudine gli ha rotto il braccio sinistro in 17 punti diversi. A lui intitolato lo stadio dei “Piccoli Capitalisti Crescono”.
IRREAL SAPELLO

EINO ELONEN
Portiere rimasto in squadra per diverse stagioni. Stufo di essere una riserva chiese la cessione e dopo che questa avvenne lo spirito di squadra passò da sulle stelle a sulle stalle.

MAGNUS ECKLAND
Il più celebre degli svedesi di colore. Tiratore di livello magico, riusciva a centrare una mosca dall’altra parte del campo infilando il sette avversario. Il giorno della sua partenza riuscì con la sua ultima punizione a incastrare un pallone tra i pali di un riflettore, e lì rimarrà fino a quando esisterà lo stadio.

MAREK PIETKA
Prima portiere, poi allenatore, infine infortunato cronico. Grande precisione negli schemi, ha condotto alla salvezza la squadra per ben due volte dopo i concitatissimi playout, alla terza è riuscito ad evitarli. Storica la caduta dagli spalti dopo una vittoria all’ultimo respiro che lo ha lasciato sulla sedia a rotelle. Nonostante anche la perdita di tutti i denti, il mister non ha voluto rescindere il suo contratto fino a fine stagione dove l’addio è stato inevitabile.

KORNÈL JANDSÒ
Il più grande regista mai visto nella squadra, nei suoi confronti Ron Howard è un dilettante. Si dice che Pirlo abbia preso delle lezioni da lui quando era poppante, poichè quando aveva il ciuccio tra i piedi riusciva tranquillamente a centrare una mosca appollaiata sulla finestra del palazzo di fronte con uno scavetto. Lo stadio non è mai riuscito a fischiarlo colpito dalla sua serietà e probabilmente dal terrore di ricevere qualche pallonata nei denti.

THOMAS KONRADSSON
Colui che farà dimenticare il nome di Concetto Ciulla, primo vincitore del titolo di capocannoniere della serie. Ha tutto per sfondare: tecnica, assist, gol e miccette per distrarre i difensori. Record di stelle: 11 in una partita. Record di gol: 14 in una stagione. Un fuoriclasse, anzi un titanico assoluto. Vittima di random compulsivo che lo vede costantemente uscire per infortunio alla stagione successiva, viene messo in vendita dal Presidentissimo per protesta.

SIMON BOURBIER
Un giocatore in grado di fare tutto: difensore, centrocampista, attaccante, ala, trequartista, centravanti di sfondamento, libero, occupato, dire, fare, baciare, lettera, testamento, di, a, da, sopra, sotto e dicono anche sia bravissimo nell’uncinetto con i piedi. Grande personalità: chiede scusa agli avversari anche quando la colpa non è sua, aiuta le vecchiette ad attraversare la strada e fornisce lezioni di bon ton ai meno abbienti. Grande tiratore, anche non mai come il nero di Svezia.

FABIAN BODE
Un grande allenatore, uno stratega formidabile e, in seguito al declino della squadra, un infortunato cronico. Fautore del 2-5-3, modulo utilizzato anche in contropiede, ha permesso la crescita di grandi giocatori come Jandso e Konradsson nel periodo d’oro. Rimasto a lungo a fare la panchina, viene licenziato quando si scopre che i giocatori possono anche sedersi in terra.
OLIVA MERDA

ENRICO DI NARDO
Il primo allenando attaccante, realizzatore del primo Hattrick della squadra. Nonostante l’immenso amore per la maglia, venne svenduto in Inghilterra per generare la prima plusvalenza. Lì dopo aver realizzato 45 gol adesso sverna nei magazzini dove ogni tanto riceve una spolverata.

ANDREA CARNEMOLLA
Altro giocatore nato nella squadra. Aveva però la caratteristica inversa: già vecchiotto appena creato, era scarso in tutto. Il presidente lo teneva come mascotte e alle volte gli faceva recuperare il bastoncino dopo averlo lanciato. Celebri gli scambi con Hertha Belino che non hanno mai passato i 1000 euro, finchè una volta fu travolto da uno schiacciasassi. Sulla tomba venne erroneamente scritto come “Carnepiatta”.

MAZDAK AMINORROAYAEI
Ex allenando, famoso perchè i tifosi non sono mai riusciti a pronunciarne il nome per intero una volta. Uno dei giocatori più tecnici mai visto in questa squadra, sempre pericoloso nonostante le numerose ciabattate, più forte nel ruolo di assist-man e mai un infortunio. Venne venduto in Polonia dove tutt’ora è molto apprezzato (come direttore di una catena di pupazzi di neve).

LUDVIK SRBECKY
Allenatore storico, invecchiando è pure migliorato. Era accettabile in carisma, adesso è buono, qualcuno mi spieghi. Comandò la squadra alla scalata alla settima, lasciandola in sesta.
U.C. SOUL EATERS

CONCETTO CIULLA
La vecchia gloria per eccellenza. Attaccante di un certo peso, allenato fino alla veneranda età di 33 anni quando il giovane mister capì che era il caso di non insistere sul suo formidabile di attacco. A lui è intitolato lo stadio della squadra.

BENGT TORNBRATT
Comprato vecchissimo, fu il primo centrocampista d’esperienza laddove la difesa abbondava di teneri virgulti. Al termine della carriera fu per lungo tempo allenatore della vecchia squadra.

MATTEO LAMARESCA
Storico capitano, terzino infaticabile, sempre presente e mai un infortunio. Giocò nell’UC Soul Eaters per quasi tutta la durata della sua storia.

ESPEN REITAN
Anche lui entrò in squadra ormai al termine della carriera, ma regalò ancora ottime prestazioni fino a quando, ormai preda del deskillamento selvaggio, entrò a far parte della dirigenza fino alla bottizzazione della squadra.
